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May, 2006 oraora che
non ho paura,
adesso che
il mio cuore
si nasconde
dal
sole,
dal
fuoco,
dal vostro inutile
urlare,
ora,
proprio
ora,
sento
il vibrato
senso di
quello
che non
c'è.
L'urlo costante,
il gesto segreto,
tutto
appare
chiaro
in questa
nebulosa,
catrame nelle vene,
paura,
paura,
senso
di perdizione,
di libertà,
assoluta
assenza
di
pudore.
sim May, 2006 xIl nostro continuo
cercare
ha lasciato un segno,
un banale
rumore,
che silente,
grida dentro al cuore.
Vi aspetto,
Sì vi aspetto al varco,
con freccia e arco,
con rabbia e silenzio...
quale gabbia per voi
in questo insondabile supplizio?
Sono ancora qui,
senza un minimo soldo,
tu sei il mio corpo caldo,
senza alcun briciolo di pazienza,
tu sei la più inutile resistenza. inutileProvare,ancora e ancora,nella Primaverasilenziosa,morente,il sensibile,detestatosilenzio:il nulla,l'inutile gesto,il mistico divoratore.Accarezzo,se possibile,indifferente,la testapendentedell'animale,lucido,senza passione,pennelliassortie numeri ancora piùlontani... tutto inutle...basta chiacchere,basta suoni inutili,l'autunnoarriverà finalemnte.RabbiaVorrei,
in questo mare di noia,
limitare i movimenti,
giungere nel punto nevralgico
del dolore
e
dimenticare,
se possibile,
il disegno oscuro
della primavera stupida,
spalmare, con mani
sanguinanti,
il vostro sorriso
falso,
odioso,
inutile come sempre.
Vorrei sprofondare
in mari
siderali,
in spazi infiniti
questa noia,
questa rabbia primitiva
che mi
consegna
all'inutilità
della
primavera. May, 2006 quanto tempo?Quanto tempo ha passato avvolta nel silenzio, si decide solo ora ad essere foglia di vento, ala di luce e prendere il volo; quanto tempo ha aspettato per raccogliere le forze, per essere sicura del salto, per vincere la paura del buio.
Ma ora eccola li, la farfalla del tramonto, veleggiare su correnti più calde, cavalcare con maestria ogni minimo zefiro e raggiungere indistruttibile il luogo esatto, il centro infinito dello spazio profondo, lì dove tutto è cominciato, lì dove tutto prende vita e dove un giorno troverà la pace.
Quanto tempo è passato su queste ossa di cenere e azoto tritato, quanto tempo ho dovuto attendere per rivedere il sorriso temibile del nostro infinito scontento, si di quando tu mi eri accanto e io non sapevo vedere, non sapevo sentire le tue passioni, ma sapere la tua felicità non mi giova, sapere che esiste il luogo segreto della contentezza tua mi deprime, vorrei per sempre che fossi morta sotto chilometri di terra, sotto il periodo ovattato del nostro non amare, sotto chilometri di niente che mi hai regalato.
Ma quanto tempo è oassato su queste membra segrete, come segrete sono le nostre storie, i nostri amori, i nostri piccoli giochi fantasiosi di sesso e morte, quanto tempo è passato? No davvero, quanto tempo è passato da quando ero ancora vivo e non il solito fantasma dei fumetti? May, 2006 CombattereLa guerra
è appena iniziata,
sulle nostre ginocchia,
sui nostri piedi
di ragni impazziti.
Aspettiamo,
incuranti,
il barlume della notte.
Conquistiamo,
non senza fatica,
il gusto fetido
della sconfitta.
Con onore
viviamo ogni terribile
sgomento...
La guerra è
appena iniziata
non ci sono
gia più
colpi,
solo il mare infinito
dei nemici. April, 2006 sospetti sanguinosiSospetto
ci sia
un po' del mio respiro
su
questo gioco
di mani,
di serpenti,
di continuo girovagare.
Immagino che
il polso pulsi
di irrefrenabile gioia,di sangue:
sostanza rossa
priva di forza;
inutile colore
è
il senso della solitudine.
Privare
il cuore di quell'anidride,
di quel sentore,
sempre più vicino,
della primavera.
Uccidere l'autunno
del nostro scontento
non è stato un buon affare.
Demolire il sole,
le stelle,
il mare,
non è servito
tutto resterà in questo
sangue
che finirà.
SIM 2006 mammozzo in cittàMa lo sapete che si aggira in Alessandria un mostro di nome Apnea? L'ultima volta è stato visto aggirarsi dalle parti del negozio Emilie Floge... un grazie a Max per la sua creatività, un grazie a Vivi che ora è in Africa e un grandissimo grazie a Paolo un nuovo amico April, 2006 LimitiLe onde
si frangono
contro
inutili cerchi
concentrici
di solida
carne,
d'insolita
fuliggine.
Il tempo,
lo spazio,
vincono sul
nostro scontento
e ci
limitano
in recinti segreti.
SIM 2006 piccolo racconto del silenzioApro gli occhi, tutto sembra non esistere, men che meno il mio cuore o il mio ventre. Mi tocco un po' in giro per verificare se la mia sensazione sia vera... stupito mi accorgo di essere vivo... decido che è forsa ora di alzarmi, saranno secoli che dormo e millenni che non vivo una vita vera: sempre seduto su questa sedia, sempre sdraiato su questo letto per ricercare un senso, l'infinito senso di ogni cosa... che poi, credo, credo sia tutto inutile, come inutile faticare per ricecare qualcosa che sfugge, come inutile scrivere, disegnare milliardi di parole per raccontare il silenzio, il vuoto siderale che alberga ormai da eoni in fondo a questo utero in disusio che chiamano cervello... Vi prego fate silenzio, non avete nulla da dire e se dite qualcosa, scusatemi, ma sono sempre tutte cazzate...quindi fate silenzio shhhhhh, che il piccolo deve ancora dormire sperando, un giorno, possa avere finalmente il tempo di pensare prima di iniziare a vivere............
SIM 2006 poesiail nostro silenzio
nero,
albeggiante,
si spalma
su mani nervose,
insidiose,
solitarie. Torna, ancora,
la primavera
ed io già mi scordo
di come
i tuoi vestiti,
i tuoi profumi
e i tuoi gesti
mi cibassero
le mani,
il cuore,
il niente.
Ma nel
nostro vestire
la primavera,
ci accorgiamo,
instupiditi,
che l'inverno
ha lasciato solchi
ben più pesi,
mentre l'autunno
fugge, tuttavia,
al nostro
improbabile controllo.
Ma torna presto
la primavera
ed io già mi scordo
le parole,
il senso del nostro
autunno infuocato.
SIM 2006 September, 2005 piccolo racconto- passi perdutiContinuo a girare e rigirare i miei piedi in queste scarpe inutili e sudate, penso che devo trovare un luogo dove riposare, un luogo dove ritrovare un po' di pace, un po' di sangue, un po' di qualcosa, mi basterebbe qualunque cosa: un bacio, un abbraccio, un saluto di nascosto, ma come al solito sento il mio ego divenire trasparente, toccare il senso infinito del nulla e cadere come nova in un buco nero rilucente di ombre e distruzione. Passa la solita fighetta da fischio, urlo e hip hip urrà se fossimo ancora negli anni '50, mi limito a guardare i suoi occhi lontani anni luce dal mio "pariuolo" e dalla mia voce, nulla si muove, il cervello con suono metallico ingrana la quinta e prova ad immaginare se fossi Dio, se fossi hendrix, se fossi Jegger, se fossi Richards (quello dei Fantastici 4), se fossi Vedder beh! alla fine pensa solo se fossi io e il tutto cade e diventa il banale mistero della timidezza e del segreto. I piedi tornano ad essere una parte del mio corpo ed già arrivato il momento di muoversi non c'è tempo di fermarsi per sognare, per sentire ancora la morbidezza della sua pelle. Cosi riprendo a camminare per... sono anni che cammino e non ho ancora capito quale sia la meta ma questo è un cocetto banale: camminare senza meta... forse il concetto più difficile da spiegare è di avere una meta ma non avere i piedi giusti per arrivarci. Ci sono diecimiliardidimiliardi di sogni di mete da raggiungere ma i piedi, le mani sono solo due e... no! basta piangersi addosso, bisogna svegliarsi dal torpore eppoi... Niente erano solo delle parole messe a caso senza senso alcuno, senza un premeditato ordine e alla fine i miei piedi hanno risposto al richiamo della strada e hanno deciso che l'importante non è dove si arriva me è camminare da qualche parte si arriverà pure. August, 2005 NAIFCari Naif questi disegni sono per Voi che mi avete regalato emozioni musicali,grazie
per tutti gli altri scopriteli sono bravissimi www.mondonaif.it
la notteLa notte sanguinosa
si veste di nuovi colori,
decide, incurante del nostro destino,
di vivere sulle nostre ore di sonno.
La notte combatte, furiosa, su giochi mentali,
sul nostro improbabile essere,
indisturbata viola il nostro segreto
e tira pugni a caso,
il sangue scorre,
la rabbia infuria.
la notte come sibilo di lama
taglia ogni possibile legame,
ci lascia attoniti di fronte al buio
e grida ancora la nostra sconfitta.
SIM 1998
La nostra ArteIl buio decide il nostro destino e noi, indifesi, ricerchiamo la stella luminosa, il luogo segreto in cui rivivere la nostra storia, la nostra dimensione deformata. Perchè alla fine lo sappiamo che esiste un luogo nascosto, gelosamente custodito in cui tutto prende vita e si scrolla del peso della polvere e della banalità. Per questo abbiamo bisogno di braccia forti, di cuori puri e gambe resistenti, poichè il cammino è difficile e pericoloso. Il buio con boria e stupia vanita continua a cercare la sua vittoria finale, ma con i colori e la nostra fantasia potremo raccontare il colore catartico della luce.
SIM 2005 August, 2005 Poesia del ritornoPer Paola e Nani
Il ritorno è una foresta di binari,
è il gioco dell'attesa, del cuore
e dei sentimenti.
Il sereno gioca con i battiti,
scherza con la fortuna
e lascia sorrisi nascosti.
Il ritorno è numero infinito di stazioni,
è i visi, le braccia, lo scorrere lento della notte,
il ritorno è i sorrisi della festa giovanile,
è le valigie anziane del tornare a casa,
è il sentimento vivo del crescere.
Il ritorno riempe la notte di luci,
il cuore batte ancora per i ricordi:
indelebili storie che vivono di colori e risate
e si stagliano nel cielo di stelle.
Il ritorno predice futuri fulgidi,
lascia il passato per una strada nuova,
ma non è oblio, non è maliconia...
il ritorno è esperienza,
è quel gioco di foto e colori che rimane,
il ritorno è l'errore che insegna.
Il ritorno vive di parole estranee,
il ritorno è il vuoto notturno di una stazione,
è le voci sommesse, è le risate lontane.
Il ritorno è l'idea
di arrivare lì dove tutto è cominciato.
SIM 2005 August, 2005 il Ritorno (poesia)Aggiungo al nostro cammino
il senso indiscreto del mare
e lascio che il vento,
suadente vezzeggiatore,
mi colpisca il viso con esperienza e amore.
Il ritorno si apre a nuovi mondi
poiche è il segno dell'esperienza,
è l'indelebile linea,
è il respiro notturno,
è l'idea di andare li dove tutto è cominciato. SalutiA tutti gli artisti che sono stati a Pesaro e hanno avuto la pazienza di conoscermi un saluto affettuoso e sincero, un grazie infinito e tanta serenità a tutti..... lo spacchiamo questo mondo.
Un saluto particolare ad Aldo, Filippo, Maria e Salvatore, Max di Roma, Massimo, Erik e Frida con cui ho un instaurato un rapporto di amiciazia incredibile ringraziamentiColgo l'occasione per ringraziare due persone formidabili che mi hanno accolto e aiutato in questi giorni pesaresi, ma soparttutto mi hanno fatto capire quanto di buono ci sia in me e nelle persone che ho vicino, mi hanno aiutato a comprendere che la vita è fatta di doni che dobbiamo dare e anche ricevere. 1.000.000.000.000 di grazie a Paola e Nani |
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